Nuova tecnologia con celle ad idrogeno per droni

Nuova tecnologia con celle ad idrogeno per droni

Un nuovo drone in fase di studio è riuscito a rimanere in volo per ben due ore grazie ad una cella ad idrogeno. Tecnologia interessante ma temo che per la normativa italiana non approderà molto presto anche da noi.

Pro e contro

Immaginiamo un serbatoio di idrogeno, il gas più volatile ed esplosivo che esiste, che ci vola sulla testa. Certo, il serbatoio in questione avrà la giusta tenuta e le guarnizioni più adatte ma in caso di caduta? L’idrogeno è anche la molecola più piccola in natura, fare in modo che rimanga contenuto è già un’impresa quando tutto funziona. In caso di caduta tutto il sistema potrebbe essere compromesso.

drone a cella ad idrogeno

Il particolare che tranquillizza è che la quantità di gas non è molta e solo per questo i rischi di esplosione dovrebbero essere minimi.

I rischi sono bilanciati dai vantaggi, l’autonomia soprattutto. Siamo abituati a droni che rimangono in volo circa mezz’ora, la nuova tecnologia consentirebbe impieghi molto più lunghi.

Molte sarebbero anche le modalità di impiego che fino ad oggi sono limitate come l’utilizzo del drone a basse temperature. Come sappiamo la carica delle batterie risente molto della temperatura.  Minore è la temperatura e più bassa sarà la tenuta di carica. Con le celle ad idrogeno dovrebbe essere diverso.

Qualunque sia il risultato attuale, è bene che la ricerca continui. Trovare nuove soluzioni e testare tutte le tecnologie a disposizione è il vero senso del progresso. I droni per vocazione rappresentano una delle vette della nuova tecnologia, per mantenere la posizione devono essere coinvolti nella sperimentazione.

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